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Menswear by Andrea Vigneri on 10 luglio 2012

I trend della primavera/estate 2013 da Milano e Parigi

Il caldo dell’anticiclone africano ha accompagnato le giornate delle due settimane della moda più importanti al mondo dedicate alla moda maschile, quelle di Milano e Parigi, ancora una volta assai diverse tra loro: da un lato la ricerca di un equilibrio tra le necessità di mercato e la creatività che da sempre contraddistingue il Made in Italy e lo rende vincente, dall’altro i marchi francesi che amano osare, ma a volte finiscono per ripetere qualcosa che non è più novità. Il colore fresco e gioioso (sarà per esorcizzare i tempi di una triste economia?) è stato protagonista delle sfilate meneghine: Salvatore Ferragamo ha virato dalla rassicurante e composta immagine del suo uomo in nome del color block: trench arancioni su pantaloni gialli e viceversa, giacche (mono o doppiopetto) verde acqua e pantaloni azzurri, mentre per la sera il bianco con i dettagli delle medesime tonalità accese; da Gucci l’abito slim si tinge di senape,  arancione, verde mela, aragosta, blu elettrico e carta da zucchero, puntualmente richiamati dalla cravatta regimental indossata sulla camicia bianca; Burberry Prorsum invece ha proposto un uomo che si veste di tessuti metallici lime, azzurri, fucsia e nel bomber li accosta in un contrasto tra maniche e corpo. Quanto alle stampe a Parigi Dries van Noten e Commes des Garcons ripescano dal dimenticatoio il camouflage e lo spalmano nei loro capi oversize, John Galliano opta per il macro-check e disegni floreali tutt’altro che romantici, mentre a Milano la scritta Moschino compare sulle confezioni di detersivo e le latte di metallo stampate, a mo’ di pop art, sulle camicie e giacche e da Ports 1961 bolle colorate e trasparenti si disperdono nel total look. La seta è molto spesso protagonista: nelle camicie e degli accessori di Ermenegildo Zegna, nelle vestaglie da sera di Versace che diventano veri soprabiti, nei pantaloni a righe effetto pigiama di Ann Demeulemeester. Ma il filo rosso che ha legato Milano e Parigi è inequivocabilmente il sandalo, come se dall’Italia alla Francia i modelli si siano spostati direttamente calzandolo, da Belstaff a Lanvin, perfino Miuccia Prada, di solito una voce fuori dal coro diversa da ogni altra,  ha fatto sfilare l’uomo in sandalo francescano indossato col calzino blu, speriamo solo che ciò che contribuisce allo show in passerella non diventi uno spettacolo del ridicolo per strada.Sul piano dell’eleganza sono due le collezioni che più delle altre hanno impresso un segno e che hanno un punto di partenza comune: lo sportswear. Per Corneliani e re Giorgio Armani è tempo di pensare ad un’eleganza rilassata, lontana dai formalismi, fatta di volumi morbidi, tessuti sottili e leggeri, pantaloni con le pinces. Grande lavoro sui tessuti : lino e nappa traforati o tratatti come fossero arsi dal sole per Corneliani che ha scelto una scala di non colori (grigi e marroni); invece  tessuti a stampa in micro rilievo e pelle lavorata ad effetto seersucker conferiscono un senso di tridimensionalità agli abiti nel tradizionale blu inchiostro Giorgio Armani.La collezione Pal Zileri p/e 2013, presentata durante Milano Moda Uomo nel nuovo showroom di corso Matteotti, punta sulla costruzione sartoriale: le spalle sono morbide, i revers leggermente sfilati, i pantaloni scivolano asciutti sulla gamba e slanciano la figura di quest’uomo dalla silhouette avvitata. Sartorialità vuol dire non solo sapiente costruzione, ma anche attenzione ai tessuti, tutti naturali: lane, sete, lini, studiati con composizioni estive. Leggerezza e confort sono anche le parole chiave della collezione Concept di Pal Zileri. L’ispirazione è il celebre film “Il postino” ed in effetti a vederla sembra proprio che i capi vogliano catturare il senso della mediterraneità, un po’ come nella sequenza in cui Massimo Troisi registra i suoni del mare, i rumori dei pescatori che tirano le reti, il risveglio della natura all’alba e il suo placarsi al tramonto per spedire il nastro al poeta Neruda. L’azzurro, il beige, e il grigio chiaro sui cotoni puri o misti a lino non sono mai pieni, ma polverosi; gli impermeabili sono sfoderati, come le giacche decostruite; i tessuti hanno strutture leggere, traspiranti.

Appunti di stile by Elena Schiavon on 21 giugno 2012

Tendenze colore per l’estate 2012: osare con garbo

Muoversi tra il mare magnum dei tanti trend di stagione che si trovano su
riviste e giornali non è semplice. Per l’uomo forse il compito è ancora meno
facile, perchè fra gli editoriali di moda e la realtà spesso si mettono in mezzo
situazioni più formali come appuntamenti di business e riunioni di lavoro,
dove si fa più ardua l’impresa di osare un tocco “fashion”.

Le tendenze di stagione dicono sicuramente colore: dal rosa, in tutte le
sue sfumature dal blu al rosa carico, passando per fantasie multicolor e
stampe floreali, che, come lo scorso anno, vanno dosate e abbinate con
sapiente perizia. Se la fantasia floreale – che si imprime su t-shirt, maglie
e pantaloni – è decisamente più difficile da osare nella vita quotidiana,
sicuramente possono trovare più spazio colori “maschili” per definzione
come il rosso cupo, il viola melanzana, il verde menta, così come le fantasie
micro che riportano alla mente le vestaglie da camera dei divi del cinema
muto e le cravatte di ispirazione retrò (e decisamente molto eleganti). Largo
alla “fantasia” dunque, in tutti i sensi. Ma che sia sempre dosata con garbo
ed eleganza. Le fantasie da floreali si ispirano anche alle forme geometriche,
imprimendo il loro stampo su tagli puliti e rigorosi, e confondendo colore e
tagli sartoriali in un gioco di rimandi mai casuale.

Chi invece vuole restare nel “recinto” di uno stile più classico, meno modaiolo
e teme di osare con fantasie e colori, può seguire la via de colori “pastello”.
Delicate tonalità come il rosa pallido, il verde acqua, l’azzurro cielo diventano
il passaepartout di stagione, per colorare camicie, polo e giacche sportive.

Ma la moda maschile non impone mai diktat e accoglie sempre con piacere
la classica eleganza di un uomo con un abito sartoriale ben disegnato e di
impeccabile fattura. Chi non vuole strafare può giocare con le innumerevoli
sfumature del blu che questa stagione concede il meglio di sé. E per l’uomo
elegante e dallo charme senza tempo le collezioni di Pal Zileri sono sempre
una soluzione perfetta.

Appunti di stile by Elena Schiavon on 24 maggio 2012

La moda dice sì a barba e baffi

Contrariamente a quanto sostengono alcune ricerche, che vogliono l’uomo sempre ben rasato e sbarbato, quest’anno la tendenza lascia al palo gli uomini glabri a favore di un volto più virilmente segnato da barba e baffi. Se pare che quest’anno siano poco graditi basettoni Anni Sessanta, barbe piene e incolte stile “Cast away” o i pizzetti fin troppo rifiniti e dettagliati, c’è invece una certa tendenza che vuole l’uomo irsuto con la barba simil selvaggia. Anche la moda ha sdoganato i visi ultra depilati di modelli metrosexual per adottare modelli decisamente più machi, ma se moda dev’essere, che ci sia un certo bon ton nella cura della propria peluria facciale. La barba deve essere ordinata e ben tenuta, per cui no alle esagerazioni e a look che mortificano i lineamenti del viso. Nell’antica Grecia la barba era segno di virilità, che poi con il passare dei secoli è diventata sinonimo di saggezza, andando a caratterizzare la saggezza di filosofi e pensatori. Come riporta Wikipedia “nel Trecento in Italia la barba era portata esclusivamente da uomini di legge e dagli anziani, solo due secoli dopo tornò di moda, e nel Seicento barba e baffi subivano il trattamento con ferri caldi per essere arricciati, e venivano unti e profumati con olio di cedro e di gelsomino.” Le barbe e i baffi si dividono principalmente in alcune tipologie, che potete vedere nella foto di apertura.

1. Barba corta: la barba di due giorni, anche detta “5 ‘o clock beard” quella che sembra essere la preferita dalle donne, è corta e non richiede particolari abilità nella cura, dal momento che è uniforme e richiede solamente il monitoraggio della lunghezza.

2. Moustache: i baffi, che sul web stanno dando vita a molte grafiche divertenti e simpatiche, possono essere sottili (a matita) o più pieni (decisamente meno trendy). Non stanno bene a tutti, ma soprattutto: cura e attenzione, per non generare l’effetto tricheco.

3. Barbetta o pizzetto: si porta sul mento, può avere diverse lunghezze e forme (a punta o semplicemente incolta), molto amata dai più giovani e da chi la usa come “scaccia stress” (passandosi continuamente le mani sul viso). Anche in questo caso, come per tutti, attenzione a non cadere nell’effetto trascurato.

4. Van Dyke: baffi e pizzetto che riprendono il nome del famoso pittore, ma che rispetto al pizzetto coprono anche il labbro superiore. Da non confondere, come spesso succede, con il pizzetto, che invece copre solamente il mento.

5. Basettoni: non portateli se non per una festa Anni Settanta o per scattare uno shooting fotografico a tema.

6. Friendly Muttonchops: vale lo stesso discorso fatto per i basettoni anni Settanta.

7. Baffi a pennello: piacciono per il loro gusto retrò di ispirazione dandy di altre epoche. Non sono semplici da portare, soprattutto per il loro taglio molto particolare: se non siete in linea con lo stile retrò di questa acconciatura per i baffi vi sconsiglio di scegliere questo tipo di taglio.

8. Barba piena: barba piena non significa incolta. Anche chi la porta con fare assolutamente casual, in realtà la cura molto. No a lunghezze eccessive stile Babbo Natale, no a lasciarla crescere senza regolare le lunghezze (per evitare che vi siano dei ciuffi “sporgenti” poco eleganti), ma soprattutto attenzione a come è distribuita sul viso la vostra barba. Se avete delle zone vuote o poco folte, evitatela: sembrereste un lupo spelacchiato. Decisamente poco sexy e per nulla virile.