Archivi tag: pantaloni moda

Menswear by on 2 febbraio 2011

Focus on: jeans

Strappato, sdrucito, lavato, trattato, sabbiato, colorato, carteggiato, smerigliato, usato: stiamo parlando del denim.

 

Il denim nasce come tessuto per abiti da lavoro, ma ben presto, soprattutto con la rivoluzione degli anni sessanta, si afferma entrando a far parte del guardaroba di tutti. Se la caratteristica originaria del pantalone in denim è l’informalità e la comodità, con gli anni Duemila il jeans si riveste e ricopre di lusso e si fa ricco: “Rich”, proprio come diceva la scritta applicata sul posteriore dei jeans di John Richmond del 2003/04, diventati in poco tempo un best seller tra i giovani. Sempre nei primi anni del Duemila Gucci e Cavalli lo hanno decorato, ricamato, intarsiato di pelli, pietre e ricami pregiati: capi accompagnati da prezzi di listino a 3, o addirittura 4 zeri.

 

Ma se la tendenza dei primi anni del millennio è stata l’eccesso, il barocco, il lusso ostentato, in questi ultimi anni, complice forse il declino dei consumi, il lusso si è fatto meno ostentato, più di sostanza che di apparenza. L’attenzione per le lavorazioni si fa quasi maniacale e la ricerca si concentra sui lavaggi, sulle trame, i processi produttivi. Dall’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo, è emerso proprio questo; Jeckerson, ad esempio, storico marchio di casual che, a dispetto del nome, è italianissimo, ha presentato una collezione intera di jeans in denim di pesi diversi:  hanno un “peso” che va dalle 8 once (227 grammi) per i mesi caldi alle 13/14 per i mesi più freddi (368-396 grammi).

 

Diesel ha fatto della ricerca e dell’attenzione ai lavaggi una delle sue cifre stilistiche; basti pensare che è stato introdotto nella collezione un denim, l’8J3, che prevede diciotto ore di trattamento che si chiude con delle pennellate manuali che rendono ogni jeans un’opera d’arte esclusiva. Per non parlare del denim giapponese Kurabo, che proprio Diesel ha cominciato ad utilizzare nelle sue collezioni di pantaloni, seguita poi da marchi come Prada e Pal Zileri Lab. Il Kurabo è una tipologia di tessuto di denim estremamente resistente che nasce da cotone biologico; per questo motivo lo si può sottoporre anche ai trattamenti più estremi senza che la tramatura del tessuto ne risenta: questo il motivo anche del suo costo abbastanza elevato.

 

Closed, a dispetto della attitude un po’ baggy – il cavallo basso e il baricentro anch’esso molto spostato verso il basso – che ha rapito tutti i giovanissimi, propone, sempre a Pitti, un ritorno all’essenzialità:  jeans molto puliti e non lavorati, per un denim scuro e basico.

 

Trattamenti estremi per un’informale di lusso per Daniele Alessandrini che usa le tinture ad ossido per scurire cuciture e dettagli, mentre adotta lavaggi allo zolfo per sbiancare e i lavaggi a pietra di diamante per creare un effetto invecchiato e usato.