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Attualità by Andrea Vigneri on 28 maggio 2012

Festival di Cannes 2012: i divi sulla Montèe des Marches


Il Festival di Cannes è una di quelle poche occasioni mondane che ha conservato intatto il suo fascino mescolando cultura e divismo, le proiezioni del migliore cinema d’autore e le passerelle con i grandi divi del cinema. Ci sono poi tutte le note sfavillanti dei fuori programma: le feste in barca e le passeggiate sulla spiaggia (indimenticabile Serge Gainsbourg con la sua giacca dai reverse a lancia e una t-shirt in compagnia dell’amata Jane Birkin nel 1974). La 65esima edizione, appena conclusa con la vittoria di “Amour” di Haneke, si è aperta all’insegna del cast di “Moonrise Kingdom” il film del regista di culto Wes Anderson. Bill Murray è stato il vero protagonista del primo giorno fin dal photocall a cui ha preso parte in uno stravagante look over-check: pantalone, camicia e giacca di quadri diversi dal diverso colore; di sera ha scalato la Montèe des Marches indossando un abito nero e un papillon a fantasia annodato come un fiocco, un dettaglio per rinnovare facilmente il rigoroso look da sera. Nanni Moretti, presidente della giuria, ha abbandonato i suoi golf girocollo e indossato l’elegante smoking portato con una proverbiale disinvoltura, accessorio imprescindibile di un uomo di stile. Per il giorno il casual ricercato ha regnato incontrastato: Shia LaBeouf ha optato per uno spezzato con una giacca colore carta da zucchero; Brad Pitt (protagonista di “Killing them soflty”) ha indossato un abito Gucci color khaki con una t-shirt a V, cintura sottile e stringate tutto bianco, peccato solo per la catenina d’oro in mostra; Robert Pattinson, star di Twilight, prova a imporsi in una nuova veste nel film di David Cronenberg e ha indossato un abito blu a due bottoni con camicia fuori dai pantaloni. Le lancette battono l’ora dell’eleganza per la sera: Sean Penn a cui basta il suo ciuffo trasandato per ribadire l’anima ribelle nel suo abito Armani; Adrien Brody ha consegnato la Palma d’oro in un Roberto Cavalli dai reverse arrotondati e lucidi con un sottile baffetto anni ’20; il monumento del cinema francese Jean-Louis Trintignant (tornato sul set dopo la tragica morte della figlia in un’interpretazione che ha convinto tutta la stampa) con lo smoking e la camicia dal collo ad aletta; Matteo Garrone, vincitore del Grand Prix, ha scelto un papillon piccolo e di seta bianca. I dieci giorni del Festival sono poi stati conditi dalla stravaganza di un giurato d’eccezione: Jean Paul Gaultier che, dalla t-shirt con la stampa di un bacio al pareo dal gusto orientale indossato sopra i pantaloni, non è certo passato inosservato. Ma la lezione di stile più grande è l’umiltà con cui registi e attori dalle carriere prestigiose hanno accettato di partecipare ad una gara e con grande serenità hanno affrontato il rischio di una sconfitta.