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Menswear by Elena Schiavon on 13 febbraio 2011

L’uomo Dandy

Chi è il dandy? Che cosa indossa un dandy? Per capire questa figura quasi mitica, che si lega a filo doppio con la storia della moda, dobbiamo tornare indietro nel tempo, molto indietro. Il dandismo è un movimento culturale che nasce alla fine dell’Ottocento e coinvolge tutti gli ambiti della vita di un uomo, facendo dell’eleganza e dello stile un po’ eccentrico il fulcro attorno a cui ruota un mondo, – secondo i più, utopico-, di bellezza, raffinatezza, eleganza. Capostipite di questo stile e icona culturale (non solo dandy) è lo scrittore Oscar Wilde, che, con infinito ottimismo sostiene che “il futuro appartiene al dandy. Saranno gli animi squisiti a governare”.

 

Ma senza andare a scomodare miti letterari, anche ai nostri giorni sono molti gli esempi dell’uomo dandy, che sia nello stile o nel savoir vivre; da Lapo Elkann a Philippe Daverio, da Carlo Rampazzi a Gelasio Caetani d’Aragona, da Morgan a David Bowie a Colin Firth, solo per citarne alcuni, il dandismo sembra accomunare uomini delle più diverse tipologie ed estrazioni sociali. Il dandy è un uomo attento al dettaglio e dall’aplomb impeccabile, colui che sorprende rivelando dettagli inaspettati anche nel più classico dei completi da sera.

 

«Io sinceramente, le prime cose che trovo metto addosso. Il segreto è crearsi un guardaroba in cui tutto stia bene con tutto. Don’t match a shoes, a glasses…anything», ha dichiarato Morgan in un’intervista ad un mensile femminile.

 

Se l’uomo “classico”, per definizione ama tutto ciò che per definizione gli consente di fare riferimento a delle classi di abiti, accessori, abbinamenti, per non dover incappare nel timore di sbagliare, il dandy invece osa, reinterpreta, stupisce, ma, soprattutto, non sta mai dalla parte dei potenti. Un gusto eccentrico, che nulla ha a che fare con l’esagerazione o l’ostentazione di eccessi modaioli. Ecco allora che un moderno dandy può osare con la giacca nera di taglio classico tutta tempestata di paillettes oppure con una giacca color nuvola con deliziosi revers di raso.

 

E ancora può trovare la sua naturale divisa nei panciotti e nelle giacche da pinguino che però perdono la rigidità di un tempo, per un evening dress che è rinnovato, grazie ai blazer slim di velluto o gli spencer da sera di raso corti e alla moda. O nei blazer da giorno in tartan e tessuto a quadretti, blu, rossi, o beige. L’importante è osare!

 

Dettagli utili, e al contempo divertenti, sono gli accessori waterproof che sembrano pensati ad hoc per il dandy, come i copri scarpe impermeabili da sovrapporre alle stringate, o il bastone che si trasforma in ombrello di H.Due.O. Un atteggiamento provocatorio, che rompe gli schemi ed esce dalle convenzioni, è alla base del concept di Cor Sine Labe Doli che con i suoi papillon di ceramica o la sua “cerami-chetta” (libera interpretazione della pochette da taschino) riesce nell’impresa di dare un guizzo di eccentricità anche al più formale dei completi. Ma se il vostro percorso ad abbracciare questa filosofia di vita è solo all’inizio, pensate ad un cappello, senza però arrivare ad indossare una tuba nel bel mezzo del pomeriggio; e non dimenticate un foulard, da stringere attorno al collo i più giri, senza lasciarne fuori nemmeno un centimetro, come si è visto da Cavalli e da Gucci nelle loro sfilate più recenti.

 

Dandy di fin de siècle puro per chi ama lo stile di Alexander McQueen, impeccabile in un completo con pantaloni di taglio asciutto e fermi alla caviglia, giacca con le code, camicia con il colletto rigido, capelli ben fermi sulla testa e calzini sorprendentemente colorati.

 

Se vi sentite dandy dentro o siete incuriositi da questo stile di vita, visitate il sito http://www.dandystyle.net/ oppure, se avete la possibilità di andare in Svezia entro maggio, visitate la mostra dedicata al dandy http://dandy.nordiskamuseet.se/index_eng.htm

Senza mai dimenticare che il Dandy non segue la moda, la fa.