Archivi tag: Dandy

Tendenze by Elena Schiavon on 3 aprile 2012

Back to 20s: la primavera si ispira ai roaring twenties e al Grande Gatsby

Oggetto non di una, ma di ben tre rivisitazioni cinematografiche (una muta del 1926, una del 1949, una del 1974 e una in uscita a fine anno), la storia del Grande Gatsby, personaggio uscito dalla penna di Francis Scott Fitzgerland, conferma e ribadisce il fascino dell’uomo dandy. Se già a più di un anno di distanza dall’uscita ufficiale della nuova pellicola firmata Baz Luhrmann (lo stesso regista di “Australia” e “Moulin Rouge”) si susseguono foto dal set che ritraggono il protagonista, Leonardo Di Caprio, la moda naturalmente non può che raccogliere e far proprie le influenze e lo stile suggerito dal protagonista della storia, ambientata nei ruggenti anni Venti.

 

Lo stile di questo gangster divenuto miliardario, che ha regalato un Oscar per i costumi alla pellicola agli Award del 1975 (per la pellicola girata da Francis Ford Coppola), a cavallo tra il dandy e lo stile rilassato degli  Hamptons, trova un suo  seguito nelle collezioni maschili per la primavera/estate 2012. Per quanto riguarda la palette dei colori dominano incontrastate le tonalità chiare, dal kakhi al beige passando per il burro e l’avorio.

 

Come si può notare dalle foto che ritraggono Leonardo Di Caprio alle prese con il suo personaggio sul set, ci sono alcuni tratti distintivi dell’eleganza gatsbyana, come la paglietta in testa, che deve essere indossato solo di giorno e deve essere in paglia naturale (e non colorata); unica concessione alla vezzosità, il nastro in gros grain colorato ; risponde perfettamente ai tratti riconoscibili dell’iconografia di questo personaggio il completo tre pezzi, con l’immancabile gilet; la giacca, contrariamente ad una tendenza degli ultimi anni, deve essere morbida, non sciancrata e non avvitata, per cui vanno privilegiati i tessuti morbidi come i lini e i cotoni; ugualmente i pantaloni sono leggermente morbidi e senza risvolto, ma attenzione a non utilizzare mai modelli baggy o bootcut: il taglio è pur sempre classico e segue la linea del corpo; le scarpe sono naturalmente delle stringate bicolore, preferibilmente nelle tonalità del terra bruciata e del caramello.

 

Nella collezione di Pal Zileri non mancano di certo le proposte per chi vuole vivere una stagione un po’ dandy, in equilibrio tra sartorialità, eleganza e un pizzico di eccentricità, per seguire le orme di uno dei personaggi più amati della storia della letteratura mondiale.

Foto | Kika Press

Viaggi by Rosalind van Lamsweerde-Milani on 22 marzo 2011

Cuban Cool – Jardines de la Reina e l’Avana

Cuba, isola caraibica baciata dal sole tra palme e ritmi coinvolgenti, spiagge paradisiache e rum afiumi! Senza dimenticare i più raffinati sigari del mondo, rollati a mano, e … i socievoli squali.
Iniziare con 5 ore di navigazione da Jucaro a Jardines de la Reina, un puntino nel profondo blu delmare, che potrebbe ufficialmente definirsi nel BEL MEZZO del NULLA, galleggia una piattaformapetrolifera, splendidamente trasformata in puro stile e design italiano dal suo proprietario di Como!Pesce squisitamente fresco, pescato direttamente dal mare, e aragoste cresciute tra le mangrovie checi circondano. Il tutto servito due volte al giorno dallo chef Eduardo, impreziosito da un tocco diolio di oliva, un lusso che il proprietario non si fa mai mancare!
Tuffarsi nel mar caraibico con telecamere e macchine fotografiche alla mano, per cogliere sprazzi diquesto mondo sottomarino eccezionalmente incontaminato in un filmato che a casa farà sussultaregli spettatori quando le immagini di enormi, serici squali lunghi 3 metri passeranno sullo schermo!
Di nuovo all’Avana, con i suoi imponenti taxi Chevrolet degli anni Quaranta e Cinquantarabberciati alla meno peggio, che sfrecciano in tutti i colori dell’arcobaleno, facendosi strada neltraffico folle ed imprevedibile; giorno e notte brulicano districandosi tra biciclette e side-car, Coco-taxi gialli (un telaio Ape Piaggio con sopra un guscio di noce di cocco giallo nel quale si prendeposto), autobus gialli traboccanti di pendolari locali, che a volte penzolano dagli specchietti lateralimentre le porte si chiudono e l’autobus riparte! Tutto questo ritrae lo spirito della nazione.
Questa full immersion nello stile di vita cubano ci ha lasciato una carica di palpitante energia,custodi di un’esperienza memorabile, di uno stile di vita che l’Occidente si è lasciato alle spallee che anche lì rischia di scomparire. Nonostante le cicatrici della rivoluzione, guidata da Fidele dal Che (che, per inciso, significa “Tizio”), che ha colpito sia gli edifici sia la nazione e le suecomunità, i cubani sono felici, immensamente fieri del loro paese, radiosi senza risentimento nécolpevolezza.
Andateci presto, visitate TUTTA Cuba, guidate sulle lunghe strade pazzesche che attraversanol’isola, esplorate la vita al di fuori della città, le colture lussureggianti, il colore della terra, i buoiche lavorano il terreno, le montagne svettanti. Visitate l’Avana VIVA, prima che l’Unesco e gliinvestitori a lungo termine modifichino il volto di una città romantica e meravigliosamente vera,che di giorno in giorno vive immersa nel travolgente son cubano dei musicisti ad ogni angolo distrada, ritmi immutati dagli anni Trenta.
Quattro posti top dove mangiare all’Avana:
LA TERRAZA T. 07 8623626
HOTEL SARATOGA – 8° piano / attico – spettacolare vista di giorno e di sera. T. (53-7) 868 1000
FLORIDITA Ristorante – Bar T. (53-7) 867 1299
EL GUAJIRITO – T. (53-7) 862 2760
Dove dormire:
Hotel Nacional de Cuba – maestoso hotel storico con piscina, nel cuore di Cuba

E per ritrovare Cuba a Londra …
Per ritrovare Cuba a Londra ho scoperto il bar La Casa del Habanos. Caldi arancioni e giallispiccano sulle pareti in legno scuro, con jazz cubano in sottofondo. È bello scoprire un Mojito senzatempo a fianco di un Mojito alla londinese con un pizzico di tabacco! E a proposito di tabacco …i sigari! La Casa ha i migliori sigari cubani e c’è solo l’imbarazzo della scelta, come da Partagasall’Avana. Eccellenti sigari freschi, rollati a mano in loco e sul momento, non potranno noncoinvolgervi nel clima locale e questo è uno dei pochi posti di tutta la capitale dove ancora si puòfumare all’interno. Tenete d’occhio però il nuovo spazio che aprirà in maggio, al TRAMP, per iprossimi Cohiba Esplendido!!

Menswear by Elena Schiavon on 13 febbraio 2011

L’uomo Dandy

Chi è il dandy? Che cosa indossa un dandy? Per capire questa figura quasi mitica, che si lega a filo doppio con la storia della moda, dobbiamo tornare indietro nel tempo, molto indietro. Il dandismo è un movimento culturale che nasce alla fine dell’Ottocento e coinvolge tutti gli ambiti della vita di un uomo, facendo dell’eleganza e dello stile un po’ eccentrico il fulcro attorno a cui ruota un mondo, – secondo i più, utopico-, di bellezza, raffinatezza, eleganza. Capostipite di questo stile e icona culturale (non solo dandy) è lo scrittore Oscar Wilde, che, con infinito ottimismo sostiene che “il futuro appartiene al dandy. Saranno gli animi squisiti a governare”.

 

Ma senza andare a scomodare miti letterari, anche ai nostri giorni sono molti gli esempi dell’uomo dandy, che sia nello stile o nel savoir vivre; da Lapo Elkann a Philippe Daverio, da Carlo Rampazzi a Gelasio Caetani d’Aragona, da Morgan a David Bowie a Colin Firth, solo per citarne alcuni, il dandismo sembra accomunare uomini delle più diverse tipologie ed estrazioni sociali. Il dandy è un uomo attento al dettaglio e dall’aplomb impeccabile, colui che sorprende rivelando dettagli inaspettati anche nel più classico dei completi da sera.

 

«Io sinceramente, le prime cose che trovo metto addosso. Il segreto è crearsi un guardaroba in cui tutto stia bene con tutto. Don’t match a shoes, a glasses…anything», ha dichiarato Morgan in un’intervista ad un mensile femminile.

 

Se l’uomo “classico”, per definizione ama tutto ciò che per definizione gli consente di fare riferimento a delle classi di abiti, accessori, abbinamenti, per non dover incappare nel timore di sbagliare, il dandy invece osa, reinterpreta, stupisce, ma, soprattutto, non sta mai dalla parte dei potenti. Un gusto eccentrico, che nulla ha a che fare con l’esagerazione o l’ostentazione di eccessi modaioli. Ecco allora che un moderno dandy può osare con la giacca nera di taglio classico tutta tempestata di paillettes oppure con una giacca color nuvola con deliziosi revers di raso.

 

E ancora può trovare la sua naturale divisa nei panciotti e nelle giacche da pinguino che però perdono la rigidità di un tempo, per un evening dress che è rinnovato, grazie ai blazer slim di velluto o gli spencer da sera di raso corti e alla moda. O nei blazer da giorno in tartan e tessuto a quadretti, blu, rossi, o beige. L’importante è osare!

 

Dettagli utili, e al contempo divertenti, sono gli accessori waterproof che sembrano pensati ad hoc per il dandy, come i copri scarpe impermeabili da sovrapporre alle stringate, o il bastone che si trasforma in ombrello di H.Due.O. Un atteggiamento provocatorio, che rompe gli schemi ed esce dalle convenzioni, è alla base del concept di Cor Sine Labe Doli che con i suoi papillon di ceramica o la sua “cerami-chetta” (libera interpretazione della pochette da taschino) riesce nell’impresa di dare un guizzo di eccentricità anche al più formale dei completi. Ma se il vostro percorso ad abbracciare questa filosofia di vita è solo all’inizio, pensate ad un cappello, senza però arrivare ad indossare una tuba nel bel mezzo del pomeriggio; e non dimenticate un foulard, da stringere attorno al collo i più giri, senza lasciarne fuori nemmeno un centimetro, come si è visto da Cavalli e da Gucci nelle loro sfilate più recenti.

 

Dandy di fin de siècle puro per chi ama lo stile di Alexander McQueen, impeccabile in un completo con pantaloni di taglio asciutto e fermi alla caviglia, giacca con le code, camicia con il colletto rigido, capelli ben fermi sulla testa e calzini sorprendentemente colorati.

 

Se vi sentite dandy dentro o siete incuriositi da questo stile di vita, visitate il sito http://www.dandystyle.net/ oppure, se avete la possibilità di andare in Svezia entro maggio, visitate la mostra dedicata al dandy http://dandy.nordiskamuseet.se/index_eng.htm

Senza mai dimenticare che il Dandy non segue la moda, la fa.