Tendenze by Andrea Vigneri on 23 ottobre 2012

Tutti pazzi per il Dolcevita

 

Gli anni della Hollywood sul Tevere, delle maggiorate attrici nordiche, del boom economico e delle notti in via Veneto ci hanno lasciato uno dei film più belli della storia del cinema. “La dolce vita” di Federico Fellini è molto più di un ritratto di un epoca, è una specie di antologia del costume, di dizionario enciclopedico che ha definito le cose e creato un linguaggio, così, accanto al celebre neologismo “paparazzo” lanciato da Mastroianni quando dopo una fuga notturna riaccompagna la bionda diva Silvia in hotel, anche un capo cult dell’abbigliamento deve il suo nome proprio a questa pellicola. Il maglione dall’aderente collo alto e risvoltato, noto proprio come dolcevita, deve il suo nome all’affascinante Marcello Mastroianni che lo indossò in alcune sequenze del film e ne impresse il carattere elegante e al tempo stesso sexy. Entrato nel guardaroba di alcuni degli uomini più eleganti del secolo scorso, da Tedd Kennedy a Vladimir Ashkenazy, è utilizzato nelle occasioni meno informali, spesso sotto la giacca, ed in effetti uno degli abbinamenti più riusciti è quello di giacca spigata grigia e dolcevita nero. Pal Zileri non ha alcun dubbio a farne il must della maglieria autunno/inverno 2012-13 e lo propone in diversi look: chiaro sotto le giacche over check o nere con inserti di pelle, sotto il giubbino di renna per il tempo libero,  di lana rasata o con delle larghe trecce. Tra i suoi vantaggi quello di non richiedere l’utilizzo né della sciarpa, né della camicia sotto (sarebbe ridicolo vederne i rigonfiamenti, meglio portarlo sopra un’aderente t-shirt intima), ma ovviamente è un terreno fragile per chi non ha il collo lungo che dovrebbe accuratamente evitarlo e magari optare per il lupetto.  Ideale su pantaloni classici, su modelli più sportivi come i cargo e perfino sui jeans è un vero passepartout per sfidare con stile il freddo e citare anche una delle massime icone del cinema e della moda come Marcello Mastroianni.

 

Tecnologia by Elena Schiavon on 25 luglio 2012

Blog di moda maschile, una selezione

Quando si parla di fashion blog nella maggior parte dei casi si pensa a giovani ragazze che posano davanti all’obiettivo mostrando i loro look e abbinamenti. Ma il mondo del web e dei blog non si esaurisce in questi seguitissimi blog, e dà naturalmente spazio anche a tutto il mondo dedicato alla moda maschile, mostrando e condividendo le tendenze che non solo nascono sulle passerelle o alle fiere più importanti, ma anche nelle strade e nella quotidianità. Ecco dunque una selezione di blog “al maschile”, dove cogliere spunti per il proprio look, e vedere come viene vissuta la moda nelle strade di tante città del mondo. Molti blog sono blog di “streetstyle” e quindi non esclusivamente dedicati al mondo maschile, ma sono un interessante punto di osservazione “sulla strada”

 

The sartorialist: il più famoso blog fotografico di streetstyle del mondo, fotografa le persone che incontra per strada in tutti gli angoli del pianeta. E’ come fare un giro del mondo stando comodamente seduti davanti al proprio pc.

 

Jak&Jil: un blog anche questo totalmente fotografico che, con una grande qualità e attenzione al dettaglio, ci mostra abbinamenti e mix da sfilate, eventi, insider del settore e non solo.

 

Put this on: una vera e propria guida per imparare come vestirsi, cosa scegliere, come indossarlo.

 

Note a margine: il blog di uno dei più importanti giornalisti italiani, Angelo Flaccavento, che con grazia e arguzia ci aiuta a scoprire lati inediti del vestire maschili, guardando le cose da un punto di vista inedito e tremendamente charmant.

 

A continuous lean: moda ma non solo: lifestyle, food, viaggi, per un personal blog molto curato e dai contenuti variegati ed interessanti.

 

Men’s reverie: blog italiano dedicato alla moda maschile.

 

Face Hunter: un blog di streetstyle fotografico che racconta città ed eventi attraverso i volti e i look delle persone che incontra.

 

Naturalmente in questo elenco (che aggiorneremo) inseriamo anche il nostro Quaderno di stile Pal Zileri, che cerca di darvi ogni settimana degli spunti di riflessione (non solo fashion) su alcune delle tendenze e novità della Rete e non solo.

 

foto in apertura | Jak&Jil

Tendenze by Elena Schiavon on 7 maggio 2012

Tendenza green: in bici!

Andare in bici è di tendenza. Non lo dice solo la moda, che nell’ultimo periodo ha visto una vera e propria esplosione della tendenza “bicicletta”, ma anche un interessante rapporto dell’Unione Europea che raccoglie in 10 punti i buoni motivi per imparare ad usare la bicicletta: perchè non solo andare in bici regolarmente migliora la salute e prolunga la vita, ma anche non richiede alcun carburante fossile e brucia soltanto calorie (e non petrolio). I ciclisti e le loro bici  occupano pochissimo spazio, sono silenziosi e si spostano senza produrre inquinanti e, cosa curiosa,  chi usa la bici per spostarsi ha una maggiore predisposizione agli acquisti e spende di più.

 

In tempi di austerity come questi c’è chi passa alla bici per ridurre i consumi, o chi lo fa semplicemente sulla scia dell’entusiasmo generato da grandi eventi come il Giro d’Italia che ha preso il via sabato in Danimarca e toccherà moltissime località della nostra penisola. Il movimento dei pro-bici è trasversale, conquista persone di ogni età, genere, occupazione, e trascende i confini del reale per entrare anche in Rete su Twitter con l’iniziativa #salvaiciclisti.

 

Tra i sostenitori delle due ruote sono sempre di più  coloro che decidono di organizzare una vacanza alternativa e sostenibile; chi volesse tentare questo modo di fare vacanza può aiutarsi con la guida Lonely Planet “Italia in bicicletta”  la più completa sul mercato, per attraversare il Bel Paese su due ruote con la possibilità di scegliere diversi tipo di itinerari: enogastronomico, marino, urbano e modaiolo o rurale. Chi decide di affrontare questo tipo di vacanza è alla ricerca non solo di svago e divertimento ma mira a riscoprire il contatto autentico con la natura attraverso il silenzio, il viaggio lento nella natura, la conoscenza di luoghi poco conosciuti o non raggiungibili con l’automobile.

 

Ma oltre al turismo sostenibile la vendita di bici, soprattutto di lusso, fa da traino ai consumi, così dicono alcuni studi relativi alla Gran Bretagna; secondo un’indagine della società di analisi Mintel un inglese su due fra i 35 e i 45 anni con un reddito elevato ha una più elevata predisposizione all’acquisto di una bici di lusso rispetto ad un coetaneo con un reddito inferiore: e tutto questo non certo per mantenersi in forma quanto per  darsi un’immagine ecologica, così di moda di questi tempi.

 

Per chi vuole leggere con ironia questo fenomeno (speriamo duraturo e sempre più capillare), in libreria si trova un simpatico libriccino, “Bike Snob”, che, con sarcasmo e ironia, dà consigli per l’acquisto, la manutenzione e la conservazione della propria bici.

 

Chi invece volesse inforcare una nuova due ruote che unisca stile, comodità e grande expertise tecnica può dare un’occhiata alle riedizioni messe sul mercato da Wilier, storica casa veneta di produzione di bici nata nel 1906. Wilier ha infatti rieditato uno storico modello della casa, la nuova Single Speed Collection, disponibile in due versioni, la Toni Bevilacqua (di sapore deliziosamente retrò) e la Pontevecchio. I due modelli fondono grande innovazione tecnica con una linea vintage e sono disponibili nelle colorazioni dell’azzurro e del nero per la Toni Bevilacqua, del fucsia e del lime per la Pontevecchio.

Tendenze by Elena Schiavon on 3 aprile 2012

Back to 20s: la primavera si ispira ai roaring twenties e al Grande Gatsby

Oggetto non di una, ma di ben tre rivisitazioni cinematografiche (una muta del 1926, una del 1949, una del 1974 e una in uscita a fine anno), la storia del Grande Gatsby, personaggio uscito dalla penna di Francis Scott Fitzgerland, conferma e ribadisce il fascino dell’uomo dandy. Se già a più di un anno di distanza dall’uscita ufficiale della nuova pellicola firmata Baz Luhrmann (lo stesso regista di “Australia” e “Moulin Rouge”) si susseguono foto dal set che ritraggono il protagonista, Leonardo Di Caprio, la moda naturalmente non può che raccogliere e far proprie le influenze e lo stile suggerito dal protagonista della storia, ambientata nei ruggenti anni Venti.

 

Lo stile di questo gangster divenuto miliardario, che ha regalato un Oscar per i costumi alla pellicola agli Award del 1975 (per la pellicola girata da Francis Ford Coppola), a cavallo tra il dandy e lo stile rilassato degli  Hamptons, trova un suo  seguito nelle collezioni maschili per la primavera/estate 2012. Per quanto riguarda la palette dei colori dominano incontrastate le tonalità chiare, dal kakhi al beige passando per il burro e l’avorio.

 

Come si può notare dalle foto che ritraggono Leonardo Di Caprio alle prese con il suo personaggio sul set, ci sono alcuni tratti distintivi dell’eleganza gatsbyana, come la paglietta in testa, che deve essere indossato solo di giorno e deve essere in paglia naturale (e non colorata); unica concessione alla vezzosità, il nastro in gros grain colorato ; risponde perfettamente ai tratti riconoscibili dell’iconografia di questo personaggio il completo tre pezzi, con l’immancabile gilet; la giacca, contrariamente ad una tendenza degli ultimi anni, deve essere morbida, non sciancrata e non avvitata, per cui vanno privilegiati i tessuti morbidi come i lini e i cotoni; ugualmente i pantaloni sono leggermente morbidi e senza risvolto, ma attenzione a non utilizzare mai modelli baggy o bootcut: il taglio è pur sempre classico e segue la linea del corpo; le scarpe sono naturalmente delle stringate bicolore, preferibilmente nelle tonalità del terra bruciata e del caramello.

 

Nella collezione di Pal Zileri non mancano di certo le proposte per chi vuole vivere una stagione un po’ dandy, in equilibrio tra sartorialità, eleganza e un pizzico di eccentricità, per seguire le orme di uno dei personaggi più amati della storia della letteratura mondiale.

Foto | Kika Press

Tendenze by Andrea Vigneri on 19 marzo 2012

I colori della primavera/estate 2012

Reduci dal successo del color blocking, che ha regnato incontrastato durante la scorsa primavera/estate, gli stilisti non hanno certo rinunciato alla freschezza del colore per il 2012. Del resto esisteva un tempo in cui l’abbigliamento maschile era assai variopinto: prima della rivoluzione francese i nobiluomini amavano indossare abiti più stravaganti, dall’Ottocento in poi, con l’avvento della borghesia e quindi degli uomini d’affari, si preferì la seriosità di tinte scure. Non è un caso se quindi con l’arrivo della bella stagione gli uomini preferiscano spogliarsi dei “colori del lavoro” nel tempo libero. Su tutti è il verde a regnare, nelle sue diverse sfumature: acqua, mela, malachite, bottiglia, militare; il giallo (sia canarino che senape) e l’arancione, nelle sue calde tonalità, diventano già più rischiosi: l’ideale è indossare capi di questi colori spezzando magari con una camicia bianca e accessori basic; il rosa va rigorosamente dosato in un dettaglio: il costume, la sciarpa, la pochette da taschino; c’è anche il non colore: quel sabbia che grazie ai tessuti trattati sembra quasi divorato dal sole ed evoca scenari tropicali. Per il look formale si preferisce il grigio (Pal Zileri docet ), così smorzato su alcune passerelle da sembrare quasi un bianco sporco; il canonico blu dell’abito lascia il posto al vibrante blu topazio o al bluette che ricordano la freschezza dei profondi fondali marini. Proprio come Pal Zileri che si ispira ad Ischia, indimenticabile location del cult “Plein soleil” con Alain Delon, così ecco che la palette dei colori viene rubata al paesaggio dell’isola: il grigio delle costruzioni è interrotto dal fucsia e dal lavanda della flora o dall’arancio degli agrumi mediterranei, il blu navy e l’azzurro delle onde cangianti sono spezzate dal giallo girasole e della fauna marina, il color corda evoca la vita da barca. L’estate è una stagione, ma anche uno stato della mente o degli abiti da indossare.