
Le slippers evocano l’immagine, così letteraria e mitizzata, dell’aristocratico di fine Ottocento in vestaglia da camera di seta nella sua sontuosa dimora decadente tra il pianoforte, una dormeuse di velluto rosso, qualche libro di filosofia e porcellane cinesi, quel modello di dandy a cui l’uomo di stile contemporaneo guarda sempre con ammirazione e nostalgia, e a questo sentimento è legato il trend, ormai transtagionale, di queste calzature. Indossate di solito con lo smoking, si sono ormai insinuate anche nei look da giorno, spesso in velluto con le iniziali ricamate sopra, sono un oggetto del desiderio dell’autunno/inverno 2012-13 anche per l donne che, almeno in questo caso, cavalcano l’onda lunga di una tendenza sviluppatasi prima per gli uomini. Jimmy Choo, il poeta delle calzature di origine malaysiana, ne ha presentato ben sei stravaganti modelli: camouflage, leopardo in doppia variante (marrone e grigia), floreali e in versione glitter; difficile passare inosservati indossandole, e il loro nome è un’indicazione più che eloquente: “Sloane”. Di tutt’altro sapore il mix delle slippers di Charles Philip che unisce il fascino suggestivo della babuccia marocchina all’eleganza delle calzature inglesi e le smorza con i motivi rigati e la qualità dei materiali lavorati rigorosamente a mano: righe di lana, tweed o lana spigata, sono sia lisce che con la nappina. Giuseppe Zanotti sceglie invece i cristalli per impreziosire i suoi modelli dell’autunno/inverno rigorosamente in velluto e seta: nappine gioiello o slippers completamente ricoperte di abbaglianti pietre, ma c’è anche posto per un tocco di ironia nel modello Super Hero in cui gli Swarovski compongono l’immagine inconfondibile di Spider Man. Più sobrie, ma non banali, le babouche del marchio Made in Italy Superglamourous che curano con particolare attenzione l’aspetto della fattura : sono realizzate con il metodo “a guanto”, cioè i pezzi vengono assemblati al contrario e risvoltati alla fine in modo di assicurare elasticità e comfort; ma il giovane designer Riccardo Libertino non trascura nemmeno l’aspetto estetico, fondendo tutto il fascino di una calzatura classica con i trend, così accanto ai modelli in pelle di vitello in vari colori (crema, verde, viola, arancione bordeaux) e con le nappine ecco comparire altri impreziositi da borchie dorate, altri in tartan, in camouflage e in animalier, fino al broccato del modello “Venice” che giunge proprio sulla scia di un inverno d’opulenza.

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Contrariamente a quanto sostengono alcune ricerche, che vogliono l’uomo sempre ben rasato e sbarbato, quest’anno la tendenza lascia al palo gli uomini glabri a favore di un volto più virilmente segnato da barba e baffi. Se pare che quest’anno siano poco graditi basettoni Anni Sessanta, barbe piene e incolte stile “Cast away” o i pizzetti fin troppo rifiniti e dettagliati, c’è invece una certa tendenza che vuole l’uomo irsuto con la barba simil selvaggia. Anche la moda ha sdoganato i visi ultra depilati di modelli metrosexual per adottare modelli decisamente più machi, ma se moda dev’essere, che ci sia un certo bon ton nella cura della propria peluria facciale. La barba deve essere ordinata e ben tenuta, per cui no alle esagerazioni e a look che mortificano i lineamenti del viso. Nell’antica Grecia la barba era segno di virilità, che poi con il passare dei secoli è diventata sinonimo di saggezza, andando a caratterizzare la saggezza di filosofi e pensatori. Come riporta Wikipedia “nel
Oggetto non di una, ma di ben tre rivisitazioni cinematografiche (una muta del 1926, una del 1949, una del 1974 e una in uscita a fine anno), la storia del Grande Gatsby, personaggio uscito dalla penna di Francis Scott Fitzgerland, conferma e ribadisce il fascino dell’uomo 




















