James Bond, 50 anni di un mito

Attualità by on 6 novembre 2012

007 è il numero identificativo dell’agente segreto più famoso al mondo, 1952 è l’anno di nascita, 50 sono gli anni che compie, 15 i romanzi scritti dal suo inventore Ian Fleming, 6 gli attori che gli hanno prestato il volto al cinema, 10 i registi che si sono alternati dietro la macchina da presa (il primo fu Terence Young, l’ultimo Sam Mendes), 26 0ttobre 212 è la data in cui è uscito nel Regno Unito  il nuovo capitolo “Skyfall”. Questi sono i numeri di un mito assoluto: James Bond.

“Ammiro la sua fortuna, mister…” “Bond, James Bond”: questo breve scambio di battute, che chiunque ha pronunciato almeno una volta di fronte allo specchio, ha segnato l’inizio di un’avventura che di capitolo in capitolo si rinnova, così, finita l’epoca del pericolo sovietico, si sono trovati nuovi nemici del regno di Sua Maestà. Il primo sul grande schermo è stato Sean Connery che lo ha interpretato per ben sette volte ed è diventato il metro di paragone, assai ingombrante, di tutti i successivi Bond: George Lazenby per un solo film, Roger Moore che detiene il primato con sette titoli, Timothy Dalton soltanto due volte, Pierce Brosnan quattro  e l’attuale Daniel Craig, più fisico e meno stereotipato, giunto al suo terzo film. Difficile scegliere il proprio preferito, tra i nostalgici e i più giovani il dibattito è spesso acceso perché James Bond è un vero mito su cui convergono generazioni diverse e l’unico eroe d’azione a suscitare grande passione presso il pubblico femminile. Bond è un vero playboy capace di sedurre con eleganza e gusto, un umorismo tipicamente inglese, abitudini sofisticate (il Martini agitato, non shakerato) e battute rimaste celebri: “Ci sono cose che assolutamente non si fanno. Per esempio bere Dom Perignon del ’53 ad una temperature superiore ai 4 gradi centigradi. Sarebbe peggio che ascoltare i Beatles senza tappi nelle orecchie”. Sposato per la durata di neanche un film (l’episodio del breve matrimonio è in “Al servizio di sua maestà”) sono state tante le donne di nazionalità diversa cascate ai suoi piedi e anche la Regina Elisabetta alla fine ha ceduto al fascino di questo simbolo inglese e durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Londra è stata una Bond girl d’eccezione.

Con lo smoking anche sotto la tuta da sub, James Bond è una della maggiori icone stile della storia, fu Ian Fleming stesso a scegliere un look raffinato per il suo personaggio che avrebbe potuto indossare quegli abiti che non poteva permettersi per se stesso, una sorta di transfert letterario modaiolo. Negli ultimi anni Bond ha vestito una perla del Made in Italy, ossia Brioni, in “Skyfall” indossa le creazioni, confezionate comunque in Italia, di Tom Ford. Il look di Bond è essenziale, si tratta pur sempre di una spia che deve potersi mimetizzare, ecco dunque camicie (bianca di seta, azzurra di cotone), cravatta scura e giacca sartoriale, niente cintura ma con il Rolex od un Omegaal polso, ed eccolo pronto per andare incontro alla sua prossima avventura sulla sua Aston Martin.

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