I trend della primavera/estate 2013 da Milano e Parigi

Menswear by on 10 luglio 2012

Il caldo dell’anticiclone africano ha accompagnato le giornate delle due settimane della moda più importanti al mondo dedicate alla moda maschile, quelle di Milano e Parigi, ancora una volta assai diverse tra loro: da un lato la ricerca di un equilibrio tra le necessità di mercato e la creatività che da sempre contraddistingue il Made in Italy e lo rende vincente, dall’altro i marchi francesi che amano osare, ma a volte finiscono per ripetere qualcosa che non è più novità. Il colore fresco e gioioso (sarà per esorcizzare i tempi di una triste economia?) è stato protagonista delle sfilate meneghine: Salvatore Ferragamo ha virato dalla rassicurante e composta immagine del suo uomo in nome del color block: trench arancioni su pantaloni gialli e viceversa, giacche (mono o doppiopetto) verde acqua e pantaloni azzurri, mentre per la sera il bianco con i dettagli delle medesime tonalità accese; da Gucci l’abito slim si tinge di senape,  arancione, verde mela, aragosta, blu elettrico e carta da zucchero, puntualmente richiamati dalla cravatta regimental indossata sulla camicia bianca; Burberry Prorsum invece ha proposto un uomo che si veste di tessuti metallici lime, azzurri, fucsia e nel bomber li accosta in un contrasto tra maniche e corpo. Quanto alle stampe a Parigi Dries van Noten e Commes des Garcons ripescano dal dimenticatoio il camouflage e lo spalmano nei loro capi oversize, John Galliano opta per il macro-check e disegni floreali tutt’altro che romantici, mentre a Milano la scritta Moschino compare sulle confezioni di detersivo e le latte di metallo stampate, a mo’ di pop art, sulle camicie e giacche e da Ports 1961 bolle colorate e trasparenti si disperdono nel total look. La seta è molto spesso protagonista: nelle camicie e degli accessori di Ermenegildo Zegna, nelle vestaglie da sera di Versace che diventano veri soprabiti, nei pantaloni a righe effetto pigiama di Ann Demeulemeester. Ma il filo rosso che ha legato Milano e Parigi è inequivocabilmente il sandalo, come se dall’Italia alla Francia i modelli si siano spostati direttamente calzandolo, da Belstaff a Lanvin, perfino Miuccia Prada, di solito una voce fuori dal coro diversa da ogni altra,  ha fatto sfilare l’uomo in sandalo francescano indossato col calzino blu, speriamo solo che ciò che contribuisce allo show in passerella non diventi uno spettacolo del ridicolo per strada.Sul piano dell’eleganza sono due le collezioni che più delle altre hanno impresso un segno e che hanno un punto di partenza comune: lo sportswear. Per Corneliani e re Giorgio Armani è tempo di pensare ad un’eleganza rilassata, lontana dai formalismi, fatta di volumi morbidi, tessuti sottili e leggeri, pantaloni con le pinces. Grande lavoro sui tessuti : lino e nappa traforati o tratatti come fossero arsi dal sole per Corneliani che ha scelto una scala di non colori (grigi e marroni); invece  tessuti a stampa in micro rilievo e pelle lavorata ad effetto seersucker conferiscono un senso di tridimensionalità agli abiti nel tradizionale blu inchiostro Giorgio Armani.La collezione Pal Zileri p/e 2013, presentata durante Milano Moda Uomo nel nuovo showroom di corso Matteotti, punta sulla costruzione sartoriale: le spalle sono morbide, i revers leggermente sfilati, i pantaloni scivolano asciutti sulla gamba e slanciano la figura di quest’uomo dalla silhouette avvitata. Sartorialità vuol dire non solo sapiente costruzione, ma anche attenzione ai tessuti, tutti naturali: lane, sete, lini, studiati con composizioni estive. Leggerezza e confort sono anche le parole chiave della collezione Concept di Pal Zileri. L’ispirazione è il celebre film “Il postino” ed in effetti a vederla sembra proprio che i capi vogliano catturare il senso della mediterraneità, un po’ come nella sequenza in cui Massimo Troisi registra i suoni del mare, i rumori dei pescatori che tirano le reti, il risveglio della natura all’alba e il suo placarsi al tramonto per spedire il nastro al poeta Neruda. L’azzurro, il beige, e il grigio chiaro sui cotoni puri o misti a lino non sono mai pieni, ma polverosi; gli impermeabili sono sfoderati, come le giacche decostruite; i tessuti hanno strutture leggere, traspiranti.

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