La moda dice sì a barba e baffi

Appunti di stile by on 24 maggio 2012

Contrariamente a quanto sostengono alcune ricerche, che vogliono l’uomo sempre ben rasato e sbarbato, quest’anno la tendenza lascia al palo gli uomini glabri a favore di un volto più virilmente segnato da barba e baffi. Se pare che quest’anno siano poco graditi basettoni Anni Sessanta, barbe piene e incolte stile “Cast away” o i pizzetti fin troppo rifiniti e dettagliati, c’è invece una certa tendenza che vuole l’uomo irsuto con la barba simil selvaggia. Anche la moda ha sdoganato i visi ultra depilati di modelli metrosexual per adottare modelli decisamente più machi, ma se moda dev’essere, che ci sia un certo bon ton nella cura della propria peluria facciale. La barba deve essere ordinata e ben tenuta, per cui no alle esagerazioni e a look che mortificano i lineamenti del viso. Nell’antica Grecia la barba era segno di virilità, che poi con il passare dei secoli è diventata sinonimo di saggezza, andando a caratterizzare la saggezza di filosofi e pensatori. Come riporta Wikipedia “nel Trecento in Italia la barba era portata esclusivamente da uomini di legge e dagli anziani, solo due secoli dopo tornò di moda, e nel Seicento barba e baffi subivano il trattamento con ferri caldi per essere arricciati, e venivano unti e profumati con olio di cedro e di gelsomino.” Le barbe e i baffi si dividono principalmente in alcune tipologie, che potete vedere nella foto di apertura.

1. Barba corta: la barba di due giorni, anche detta “5 ‘o clock beard” quella che sembra essere la preferita dalle donne, è corta e non richiede particolari abilità nella cura, dal momento che è uniforme e richiede solamente il monitoraggio della lunghezza.

2. Moustache: i baffi, che sul web stanno dando vita a molte grafiche divertenti e simpatiche, possono essere sottili (a matita) o più pieni (decisamente meno trendy). Non stanno bene a tutti, ma soprattutto: cura e attenzione, per non generare l’effetto tricheco.

3. Barbetta o pizzetto: si porta sul mento, può avere diverse lunghezze e forme (a punta o semplicemente incolta), molto amata dai più giovani e da chi la usa come “scaccia stress” (passandosi continuamente le mani sul viso). Anche in questo caso, come per tutti, attenzione a non cadere nell’effetto trascurato.

4. Van Dyke: baffi e pizzetto che riprendono il nome del famoso pittore, ma che rispetto al pizzetto coprono anche il labbro superiore. Da non confondere, come spesso succede, con il pizzetto, che invece copre solamente il mento.

5. Basettoni: non portateli se non per una festa Anni Settanta o per scattare uno shooting fotografico a tema.

6. Friendly Muttonchops: vale lo stesso discorso fatto per i basettoni anni Settanta.

7. Baffi a pennello: piacciono per il loro gusto retrò di ispirazione dandy di altre epoche. Non sono semplici da portare, soprattutto per il loro taglio molto particolare: se non siete in linea con lo stile retrò di questa acconciatura per i baffi vi sconsiglio di scegliere questo tipo di taglio.

8. Barba piena: barba piena non significa incolta. Anche chi la porta con fare assolutamente casual, in realtà la cura molto. No a lunghezze eccessive stile Babbo Natale, no a lasciarla crescere senza regolare le lunghezze (per evitare che vi siano dei ciuffi “sporgenti” poco eleganti), ma soprattutto attenzione a come è distribuita sul viso la vostra barba. Se avete delle zone vuote o poco folte, evitatela: sembrereste un lupo spelacchiato. Decisamente poco sexy e per nulla virile.

 

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