Tendenza green: in bici!

Tendenze by Elena Schiavon on 7 maggio 2012

Andare in bici è di tendenza. Non lo dice solo la moda, che nell’ultimo periodo ha visto una vera e propria esplosione della tendenza “bicicletta”, ma anche un interessante rapporto dell’Unione Europea che raccoglie in 10 punti i buoni motivi per imparare ad usare la bicicletta: perchè non solo andare in bici regolarmente migliora la salute e prolunga la vita, ma anche non richiede alcun carburante fossile e brucia soltanto calorie (e non petrolio). I ciclisti e le loro bici  occupano pochissimo spazio, sono silenziosi e si spostano senza produrre inquinanti e, cosa curiosa,  chi usa la bici per spostarsi ha una maggiore predisposizione agli acquisti e spende di più.

 

In tempi di austerity come questi c’è chi passa alla bici per ridurre i consumi, o chi lo fa semplicemente sulla scia dell’entusiasmo generato da grandi eventi come il Giro d’Italia che ha preso il via sabato in Danimarca e toccherà moltissime località della nostra penisola. Il movimento dei pro-bici è trasversale, conquista persone di ogni età, genere, occupazione, e trascende i confini del reale per entrare anche in Rete su Twitter con l’iniziativa #salvaiciclisti.

 

Tra i sostenitori delle due ruote sono sempre di più  coloro che decidono di organizzare una vacanza alternativa e sostenibile; chi volesse tentare questo modo di fare vacanza può aiutarsi con la guida Lonely Planet “Italia in bicicletta”  la più completa sul mercato, per attraversare il Bel Paese su due ruote con la possibilità di scegliere diversi tipo di itinerari: enogastronomico, marino, urbano e modaiolo o rurale. Chi decide di affrontare questo tipo di vacanza è alla ricerca non solo di svago e divertimento ma mira a riscoprire il contatto autentico con la natura attraverso il silenzio, il viaggio lento nella natura, la conoscenza di luoghi poco conosciuti o non raggiungibili con l’automobile.

 

Ma oltre al turismo sostenibile la vendita di bici, soprattutto di lusso, fa da traino ai consumi, così dicono alcuni studi relativi alla Gran Bretagna; secondo un’indagine della società di analisi Mintel un inglese su due fra i 35 e i 45 anni con un reddito elevato ha una più elevata predisposizione all’acquisto di una bici di lusso rispetto ad un coetaneo con un reddito inferiore: e tutto questo non certo per mantenersi in forma quanto per  darsi un’immagine ecologica, così di moda di questi tempi.

 

Per chi vuole leggere con ironia questo fenomeno (speriamo duraturo e sempre più capillare), in libreria si trova un simpatico libriccino, “Bike Snob”, che, con sarcasmo e ironia, dà consigli per l’acquisto, la manutenzione e la conservazione della propria bici.

 

Chi invece volesse inforcare una nuova due ruote che unisca stile, comodità e grande expertise tecnica può dare un’occhiata alle riedizioni messe sul mercato da Wilier, storica casa veneta di produzione di bici nata nel 1906. Wilier ha infatti rieditato uno storico modello della casa, la nuova Single Speed Collection, disponibile in due versioni, la Toni Bevilacqua (di sapore deliziosamente retrò) e la Pontevecchio. I due modelli fondono grande innovazione tecnica con una linea vintage e sono disponibili nelle colorazioni dell’azzurro e del nero per la Toni Bevilacqua, del fucsia e del lime per la Pontevecchio.

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